Cappadocia trek (agosto 2003)

La Cappadocia è molto bella e vista camminando penso che si apprezza di più. Il trekking non presenta difficoltà e può essere affrontato da chiunque sia abituato a camminare. Non ci sono grossi dislivelli da superare ma spesso ci sono continui saliscendi. Il mio consiglio è di prendere una guida esperta perché è vero che alcuni itinerari sono segnalati (pochi in realtà), ma solo uno del posto potrà farvi fare i percorsi magari anche più lunghi ma più interessanti per spostarsi da una località all’altra. Inoltre in giro per le valli non si incontra molta gente a cui chiedere indicazioni sul percorso da seguire.

Il viaggio è diviso in due parti, la prima settimana è dedicata alla Cappadocia e quindi al trekking vero e proprio, mentre la seconda settimana prevede dei lunghi spostamenti in pullman ed è più “turistica”. Ovviamente il clou del viaggio è la Cappadocia, dopo anche se si visitano dei luoghi interessanti come Efeso e Pamukkale rimane la sensazione che il bello sia già passato.

Nella settimana dedicata alla Cappadocia abbiamo effettuato un trekking itinerante di quattro giorni, abbiamo lasciato parte del bagaglio in albergo ad Ürgüp e ci siamo portati dietro, chi più chi meno, solo lo stretto necessario.

Dalla prima notte il muezzin vi ricorderà che siete in oriente, specialmente nei piccoli centri è impossibile non essere svegliati all’alba da “suoni” che presto diverranno familiari.

 

 

 

Mezzo

Km

tempo

 

11

L

aereo

volo

2h30’

Milano - Atene

12

M

aereo + bus

volo+300

15h

Atene – Istanbul – Ankara - Ürgüp

13

Me

 

 

 

Ürgüp

14

G

minibus + trek

25+25

30’+10h

Ürgüp-Sahinefendi–Keslik–Lago Damsa–Gomeda-Mustafapaşa

15

V

trek

15

9h

Mustafapaşa – Üzengi Deresi – Pancarlik – Orthaisar – Kizilçukur Dere (valle rossa e valle rosa) - Orthaisar

16

S

trek

15

9h

Orthaisar – Göreme – Uçhisar - Göreme

17

D

trek + minibus

10+20

4h+3h30’

Göreme – Çavuşin – Zelve – Avanos - Ürgüp

18

L

minibus

140

9h

Ürgüp – Soğanli – Derinkuyu – Güzelyurt - Selime

19

M

trek + bus

14+185

6h+5h

Selime – Belisirma – Ilhara – Selime – Aksaray - Konya

20

Me

 

 

 

Konya

21

G

bus

450

8h30’

Konya – Denizli - Pamukkale

22

V

bus + minibus

200+15

3h45’+4h

Pamukkale – Selçuk – Pamucac - Selçuk

23

S

minibus

100

2h30’+5h

Selçuk (visita di Efeso) – Dilek Milli Park - Selçuk

24

D

treno + bus

150

10h

Selçuk – Izmir - Selçuk

25

L

minibus + aereo

50+volo

15h

Selçuk - Izmir – Istanbul – Atene - Milano

 

 

1o giorno (Lunedì 11): (aereo) - Milano Atene

Partiamo nel pomeriggio da Malpensa ed arriviamo ad Atene in orario. Appena arrivati mi rivolgo al banco Olympic “hotel desk” che si trova al piano delle partenze accanto alla biglietteria e, visto che domani proseguiamo per Istanbul con la stessa compagnia, chiedo ed ottengo facilmente l’albergo gratuito per la notte.

Un pullman ci porta in circa 20 minuti all’hotel Plaza, sul mare tra Atene e Capo Sounion, domani mattina ci verranno a prendere alle 6 per riportarci in aeroporto.

 

2o giorno (Martedì 12): (aereo + bus) Atene – Istanbul – Ankara  – Ürgüp

Partenza ed arrivo ad Istanbul in orario, prima del controllo passaporti occorre pagare € 10 per il visto di ingresso che consiste in una marca da bollo da applicare sul passaporto.

Ritiriamo i bagagli e ci trasferiamo al terminal dei voli nazionali dove ci consentono di fare subito il check-in anche se mancano molte ore al nostro volo. Visto che abbiamo un po’ di tempo, decidiamo di andare a dare un’occhiata ad Istanbul, prendiamo la metropolitana  fino alla fermata di Zeytinburnu e da lì un tram che ci porta fino al ponte di Galata. Attraversiamo a piedi un mercato e dopo una breve passeggiata per Sultanahmet ritorniamo in aeroporto nello stesso modo.

Arriviamo ad Ankara alle 16, davanti all’aeroporto prendiamo l’autobus Havaş che, dopo essere passato per la città, ci porta all’ ASTI terminal, ovvero l’otogar di Ankara, dove arriviamo alle 17,15 in tempo per prendere il bus per la Cappadocia che parte alle 18 e che ci porterà direttamente ad Ürgüp.

Alle 22,30 siamo a Nevşehir e da lì proseguiamo con lo stesso mezzo per Ürgüp dove arriviamo alle 23. Ci sistemiamo nell’albergo che avevo prenotato telefonicamente da Ankara ed andiamo a mangiare qualcosa.

 

3o giorno (Mercoledì 13): Ürgüp

Gran parte della giornata la passo in giro per le agenzie per organizzare il trekking. Nel pomeriggio, una volta preso accordi con la Hatti Travel, saliamo tutti sulla collina che sovrasta Ürgüp in circa mezz’ora. Dall’alto c’è un bel panorama; scendendo in paese si attraversa un gruppo di case che sembrano nuove o ben ristrutturate ed una di queste in particolare è assaltata dai turisti, non riusciamo a capire cosa ci sia di interessante, ma una specie di monumento eretto lì vicino ce lo spiega: in quel luogo è stata girata una seguitissima telenovela turca.

4o giorno (Giovedì 14): Ürgüp - Sahinefendi - Keslik – Lago Damsa - Mustafapaşa – Gomeda – Mustafapaşa

Partiamo puntuali con il minibus dell’agenzia, seguiamo il suggerimento di Turgay di organizzare un picnic al monastero di Keslik, per cui facciamo una breve sosta al mercato dove compro melanzane, pomodori, formaggio, pane ed un’anguria spendendo in tutto 10 ML. Poi velocemente arriviamo a Sahinefendi e precisamente poco prima del paese, agli scavi di Sobesos, si tratta di una villa romana con mosaici pre-bizantini che è stata scoperta recentemente, sono gli unici mosaici romani trovati finora in Cappadocia. Mentre l’autista Mustafà va con il minibus al monastero di Keslik per organizzare il picnic, noi iniziamo a camminare; siamo a circa 1400 metri, la temperatura è fresca e Turgay ci fa tenere un buon passo. Vediamo i primi camini delle fate, attraversiamo poi Taşkinpaşa e dei vigneti e con un percorso a saliscendi arriviamo a Keslik dove visitiamo, guidati dal guardiano, il monastero con le due chiese di Sant’Arcangelos (XII secolo) e Santo Stefanos (IX secolo). Nel frattempo Turgay e Mustafà cominciano a cuocere sulla griglia le melanzane. Il pranzo è molto buono e lo terminiamo con un the offerto dal guardiano. Dopo pranzo riprendiamo il nostro trekking, raggiungiamo il lago artificiale Damsa dove ci riposiamo un po’ all’ombra, poi arriviamo a Mustafapaşa, lasciamo i bagagli in albergo e con il minibus andiamo a vedere la valle di Gomeda dove visitiamo diverse chiese rupestri. Gomeda non è molto distante, circa mezz’ora a piedi, ma la giornata è stata faticosa e visto che il minibus era a disposizione abbiamo preferito utilizzarlo. Avremo camminato per 20-25 km con un passo decisamente sostenuto.

 

5o giorno (Venerdì 15): Mustafapaşa – Üzengi deresi – Pancarlik - Orthaisar – Kizilçukur - Orthaisar

Lasciamo Mustafapaşa percorrendo parte della strada che porta a Gomeda, poi entriamo nella Üzengi deresi dove seguiamo il corso del fiume e vediamo delle sorgenti di acqua gassata, poi siamo nella valle di Kepes che precede quella di Pancarlik dove visitiamo quella che Turgay ritiene la più bella chiesa della Cappadocia. Oggi stiamo camminando fra i 1000 ed i 1100 metri e fa’ più caldo di ieri.

Arriviamo ad Orthaisar, lasciamo parte del bagaglio in albergo e poi pranziamo con delle ottime pide. Nel pomeriggio visitiamo la valle di Kizilçukur, nota anche come “valle rossa” e “valle rosa”; per raggiungerla si esce dal paese percorrendo la strada asfaltata per circa 1 km, arrivati all’incrocio con la strada principale, si taglia per i campi sulla sinistra e dopo poco si entra nella valle di Zindanonü che precede quella di Kizilçukur; lungo il percorso si incontrano diversi alberi da frutta. Usciamo dalla valle nel punto in cui arriva la strada asfaltata e dove arrivano i turisti per vedere il tramonto. Da lì seguiamo la strada per tornare in paese, superiamo la sbarra dove le auto ed i turisti devono pagare l’ingresso nella valle, il guardiano vorrebbe farci pagare ma Turgay non glielo permette, noi stiamo uscendo e non entrando!

Tornati ad Orthaisar alcuni di noi salgono sulla rocca (chiamata “kale”), che è alta più di 50 metri e non 18 come scritto erroneamente sulla guida.

Giornata meno faticosa rispetto a ieri, avremo camminato per circa 15 km sempre però con un buon passo.

 

6o giorno (Sabato 16): Orthaisar – Göreme O.A.M. – Göreme – Uçhisar - Göreme

Da Orthaisar si può raggiungere il museo all’aperto di Göreme seguendo la strada asfaltata, Turgay invece ci fa fare un percorso più lungo passando per stradine di campagna e campi coltivati, con belle vedute su Uçhisar e le valli vicine. Verso le 10 arriviamo nei pressi dell’ingresso, ma prima di entrare facciamo una breve passeggiata nella valle di fronte dove ci sono altre chiese. Göreme è il primo posto in Cappadocia che troviamo invaso dai gruppi turistici dei viaggi organizzati, per visitare le chiese occorre fare la fila, i guardiani fanno entrare un gruppo alla volta. La Elmali kilise (chiesa della mela) è chiusa per restauro, quella più bella che vediamo è la Çarikli kilise (chiesa del sandalo). Fuori dall’area recintata andando verso Göreme paese si trova la bella Tokali kilise (chiesa della fibbia) che si visita con lo stesso biglietto.

Il paese dista poco più di 1 km di strada asfaltata, ma noi dopo pochi metri giriamo a sinistra e percorriamo la Zemi deresi, detta “valle del sesso” per le particolari formazioni rocciose che la caratterizzano, poi sempre con un percorso sterrato entriamo in Göreme.

Mentre il gruppo si riposa nel ristorante Sultan, che grazie a Turgay ci fa uno sconto del 20%, io vado in cerca di un albergo insieme a Turgay ed al suo amico ristoratore che ci porta in auto. Ci sono molti turisti e dobbiamo girare un po’ prima di trovare un’ottima sistemazione. Come abbiamo già fatto ieri, lasciamo una parte del bagaglio in albergo prima di cominciare il nostro giro pomeridiano; percorriamo la Vasildere e la Güvercilink vadisi (valle delle piccionaie) e saliamo fino a Uçhisar; fa caldo, prendiamo un the, ci riposiamo un po’ e poi scendiamo attraversando la Bağlidere (valle del miele), con molto verde e molto bella, alla fine di questa si risale e si arriva nei pressi di Çavuşin; torniamo a Göreme seguendo la strada sterrata che è quasi parallela a quella asfaltata. Lo sforzo giornaliero è simile a ieri, avremo camminato per circa 15 km però con più caldo.

 

7o giorno (Domenica 17): Göreme – Çavuşin - Zelve – Avanos – Ürgüp

Usciamo dal paese con la strada asfaltata che porta al museo all’aria aperta, poi giriamo per una sterrata a sinistra in direzione del campeggio, continuando raggiungiamo la strada percorsa ieri al ritorno. Prima di Çavuşin abbandoniamo la strada e saliamo a destra entrando nella Güllü dere (valle delle rose), visitiamo la Anakili Kilise (chiesa della croce) e la Ayala Kilise; poi passando nella Çalik dere arriviamo in paese . Oggi è la giornata più calda, ci riposiamo un po’ a Çavuşin, poi saliamo in cima al paese e proseguiamo per Zelve percorrendo la valle dei camini delle fate. Dopo meno di un’ora arriviamo in vista di Paşabaği, dove ci sono i camini delle fate a tre teste, che vediamo dall’alto. Scendiamo verso la strada asfaltata e raggiungiamo Zelve. L’idea originaria era di raggiungere Avanos a piedi, ma visto dall’alto non c’è nessun percorso interessante che si possa fare, ci sono circa 5 km di strada asfaltata tutta dritta oppure si potrebbe passare per dei campi coltivati, il tutto sotto al sole; decidiamo quindi di prendere un dolmus. Ad Avanos visitiamo un paio di laboratori di ceramica tra i quali quello del famoso Galip che in 5 minuti costruisce sotto i nostri occhi una teiera. Nel suo laboratorio potrete “ammirare” tra l’altro la sua collezione, unica al mondo, di capelli (li raccoglie da 25 anni e ne ha da più di 20.000 donne, tutti etichettati con i loro dati). Facciamo un breve giro per il paese, attraversiamo il ponte sospeso ed aspettiamo un dolmus per tornare a Ürgüp.

Tornati alla base, in serata passo all’agenzia per saldare i conti, fino ad ora non mi era stato chiesto nessun anticipo. Saluto Turgay e lo ringrazio per l’ottimo servizio che ci ha fornito.

 

8o giorno (Lunedì 18): (bus) Ürgüp – Soğanli – Derinkuyu – Güzelyurt - Selime

Oggi ci muoviamo con il minibus dell’agenzia, siamo accompagnati da Bulant, arriviamo alla valle di Soğanli e cominciamo a visitare le chiese rupestri, le prime sul lato destro della valle con il pullmino, poi si prosegue a piedi dall’altro lato e si scende infine nel paese dove le donne vendono delle bamboline di pezza. La tappa successiva è la città sotterranea di Derinkuyu, in Cappadocia ce ne sono tante e molte sono aperte ai visitatori, questa è una delle più grandi ed importanti; alle 12,30 ci sono pochissimi turisti e nessun gruppo, forse perché è ora di pranzo, la visita è molto interessante. Scendendo la temperatura si abbassa di diversi gradi per cui è consigliabile avere una felpa; all’interno c’è una buona illuminazione e la torcia elettrica può servire solo per illuminare degli angoli nascosti. Rimaniamo dentro per un’ora poi andiamo a mangiare qualcosa in paese.

Raggiungiamo poi Güzelyurt dove visitiamo le chiese della valle, tra cui quella di San Gregorio che è stata trasformata in moschea dal 1924 dove conosciamo l’imam. Vediamo anche la città sotterranea, che non è proprio sotterranea in quanto è stata scavata nella collina e non sotto terra; per questa visita occorre la torcia elettrica perché l’illuminazione è carente.

In breve siamo a Selime, salutiamo Bulant e l’autista e ci sistemiamo in albergo.

Verso le 17,30, dopo averci offerto un infuso di erbe il simpatico gestore Mustafa ci accompagna al monastero di Selime che si trova a poche centinaia di metri. Occorre pagare l’ingresso, però il biglietto è valido anche per tutta la valle di Ilhara che visiteremo domani. La visita è interessante ed avventurosa, si sale attraverso dei cunicoli bui ed è meglio avere una torcia elettrica. Non saliamo proprio in cima perché non è molto agevole e poco sicuro, da dove arriviamo, che è comunque molto in alto, alla vetta ci sono ancora più di 200 ripidi scalini scavati nella roccia.

 

9o giorno (Martedì 19): Selime – Belisirma – Ilhara – Selime – Aksaray – Konya

Oggi percorriamo la valle di Ilhara, un trekking di circa 14 km durante il quale si visitano alcune chiese rupestri. Partiamo presto in modo da fare in tempo a prendere l’autobus per tornare in albergo a recuperare i bagagli, in ogni caso se l’avessimo perso Mustafa era disposto a venirci a prendere col suo pickup.

Nella prima parte si cammina nel fondovalle seguendo il lato sinistro del torrente, ci sono diversi acquitrini e non possiamo fare a meno di bagnarci le scarpe. Prima del previsto arriviamo a Belisirma, che è più o meno a metà strada, visitiamo alcune chiese e passiamo sul lato destro del torrente che seguiremo fino ad Ilhara. Per vedere alcune chiese occorre abbandonare il fondovalle ed arrampicarsi lungo il costone del canyon; ad un certo punto, all’altezza della Yilanli kilise (chiesa del serpente), si incontra un ponte che permette di passare dall’altra parte del fiume per visitare altre chiese.

A mezzogiorno usciamo dal canyon ed in 10 minuti raggiungiamo la piazza principale di Ilhara. Il bus per Selime, che prosegue poi per Aksaray, parte alle 13,30 e dopo questo non ci sono altri autobus; dobbiamo solo aspettare e ne approfittiamo per mangiare qualcosa. Prima della partenza riesco a spiegare al bigliettaio che noi vorremmo scendere all’albergo di Selime, recuperare i bagagli e continuare per Aksaray; incredibilmente è possibile nonostante l’autobus sia strapieno.

Arriviamo così alla vecchia otogar centrale di Aksaray dove compro i biglietti per andare Konya, il pullman parte alle 16 dall’otogar nuova che è fuori città e che raggiungiamo con un minibus di servizio gratuito che parte mezz’ora prima. Abbiamo comunque un po’ di tempo per gironzolare nei dintorni e comprare della frutta.

In due ore arriviamo all’otogar di Konya che si trova a 14 km dal centro, prendiamo il tram che passa nel grande viale a circa 500 metri; in mezz’ora arriviamo al capolinea, Alaettin Tepesi (collina di Aladino) davanti a Mevlâna Caddesi, la strada principale di Konya.

Mentre il gruppo aspetta con i bagagli vado in cerca dell’albergo, ce ne sono diversi in zona, ne visito alcuni prima di trovare una buona sistemazione. Alle 20 siamo tutti in albergo.

 

10o giorno (Mercoledì 20): Konya

Dopo aver passato una settimana in Cappadocia fa un certo effetto essere in una città, usciamo dall’albergo alle 9,30 ed andiamo a visitare il museo Mevlâna. Dietro al museo si trova il centro culturale in cui d’estate tutte le sere alle 20,30 si svolge la Semâ, la cerimonia dei dervisci, chiunque a Konya vende i biglietti e ve lo proporrà. Il prezzo è di 15 US$, noi compriamo i biglietti nel negozio di ceramica lì vicino che ci fa un piccolo sconto.

Visitiamo poi due moschee, la Serafettin Camii e la Alaettin Camii che si trova sulla collina di Aladino. Scendendo dal lato opposto a Mevlâna Caddesi si trovano i botteghini delle compagnie di trasporto dove prendo i biglietti per andare a Denizli domani. Compriamo qualcosa da mangiare in un supermercato ed andiamo con i nostri viveri a prenderci qualcosa da bere in una delle sale da the all’aperto che si trovano sulla collina.

Nel pomeriggio, prima facciamo un giro per il bazar, poi alcuni di noi vanno all’hamam in cui ci sono due sezioni separate, quella femminile (aperta fino alle 18) e quella maschile (aperta fino alle 22).

In serata andiamo a vedere i dervisci rotanti, la sala è piccola e può contenere al massimo 50 persone; il tutto dura un’ora ed è interessante vedere tutto il rituale che è composto di sette fasi di cui la danza vera e propria è solo una parte di queste.

 

11o giorno (Giovedì 21): (bus) Konya – Denizli - Pamukkale

Il nostro pullman parte alle 7,30 dall’otogar che raggiungiamo con un dolmus, per fortuna proprio accanto all’albergo c’è il capolinea e basta aspettare davanti con i bagagli per farne fermare uno che in circa mezz’ora ci porta a destinazione.

Il viaggio fino a Denizli dura 7 ore e mezza anche perché l’autobus fa molte fermate, una volta arrivati veniamo subito agganciati da una persona che ci porta al dolmus per Pamukkale ed una volta su ci propone di alloggiare nel suo albergo che ci illustra con dei depliant, non sembra male, è consigliato anche dalla Lonely Planet, il prezzo è buono e ci fa un ulteriore sconto, perciò accetto di vederlo. Il minibus in mezz’ora arriva a Pamukkale e ci lascia davanti all’albergo. Le camere sono confortevoli, lasciamo i bagagli e con il minibus dell’albergo raggiungiamo l’ingresso delle vasche calcaree che si trova a circa 1 km. Rimaniamo nel sito 3 ore; ci sono moltissimi turisti infatti questa è una classica escursione per chi soggiorna al mare. Se si vuole fare il bagno nelle vasche artificiali conviene farlo presto perché alle 19,30 quando siamo andati via l’acqua era stata chiusa. Nonostante i turisti il posto è bellissimo, da lontano sembra un ghiacciao. In cima alla collina ci sono le rovine della città romana di Hierapolis con il bell’anfiteatro.

In serata il gestore dell’albergo Hasan mi propone un albergo a Selçuk di sua conoscenza con cui intrattiene rapporti da anni, mi fa vedere il depliant e sembra buono e centrale, quindi mi fa parlare al telefono con il proprietario Alì con cui mi accordo per le stanze ed il prezzo.

 

12o giorno (Venerdì 22): (bus) Pamukkale – Selçuk - Pamucac – Selçuk

Ieri avevo comprato i biglietti del pullman che porta direttamente a Selçuk, senza cambiare a Denizli, e ci passa anche a prendere in albergo. Una volta arrivati all’otogar di Selçuk troviamo il minibus dell’albergo che è venuto a prenderci; offrono tra l’altro anche il servizio di trasporto gratuito oltre che per l’otogar anche per Efeso e per Pamucac al mare.

Dopo aver mangiato qualcosa approfittiamo del servizio e ci facciamo portare a Pamucac, è una spiaggia lunga senza ombra, affittiamo un grosso ombrellone. Il mare è molto basso e bisogna camminare molto nell’acqua per poter fare il bagno. C’è un po’ di vento che con il passare del tempo aumenta di intensità fino a diventare verso le 18,30 una vera e propria tempesta di sabbia, ci rifugiamo in un bar.

Torniamo a Selçuk con un dolmus che fa un giro un po’ lungo.

 

13o giorno (Sabato 23): (bus) Selçuk - Efeso – Selçuk – Kavakli Burun – Selçuk

Con il minibus raggiungiamo Efeso all’apertura, siamo all’ingresso dal lato di via dei Cureti; una guida si offre di accompagnarci per 2 ore e vuole € 40, mi sembra un’enormità paragonati ai 50 che davamo a Turgay per scarpinare con noi tutto il giorno e perciò rifiutiamo. Superiamo subito dei grossi gruppi di turisti e visitiamo il sito che è bellissimo seguendo le indicazioni delle guide Lonely Planet e Touring dove l’itinerario che seguiamo è descritto al contrario. Usciamo dopo 2 ore dall’ingresso principale e da lì proseguiamo sempre a piedi per Selçuk dove arriviamo in poco più di mezz’ora. Il sabato c’è il bazar, ovvero il mercato, e facciamo un giro prima di ritrovarci in albergo.

Nel pomeriggio andiamo nuovamente al mare, per cercare un posto migliore di quello di ieri decidiamo di raggiungere il Milli National Park che si trova sulla penisola di Dilek, circa 50 km a sud. Prendiamo un dolmus per Kusadasi dove si arriva in mezz’ora e da lì subito un altro che ci porta alla spiaggia di Kavakli Burun. Occorre pagare l’ingresso nel parco.

Per ritornare a Kusadasi ci sono dolmus per ogni 15 minuti fino alle 19.

Il mare è bello, la spiaggia è di ciottoli ed è molto stretta ma anche molto lunga e subito dietro c’è una grande pineta attrezzata per picnic. Ci sono anche docce e bagni gratuiti.

C’è molta gente perché è sabato ma si sta bene. Il ritorno dura un po’ di perché i dolmus fanno un giro più lungo ed anche perché c’è un po’ di traffico a Kusadasi, per le 20 comunque siamo di ritorno.

 

14o giorno (Domenica 24): (treno + bus) Selçuk - Izmir – Selçuk

Secondo il mio programma originario oggi avremmo dovuto trasferirci ad Izmir per partire domani con l’aereo, però accolgo la proposta che mi fa Alì di portarci in aeroporto il giorno dopo con il minibus dell’albergo per € 60. Izmir è molto più cara di Selçuk e l’albergo ci sarebbe costato molto di più ed anche il costo del trasporto in aeroporto (che si trova a circa 20 km sulla strada per Selçuk) sarebbe stato simile, e per finire questa sera ci sarà un barbecue in albergo. Per tutte queste considerazioni decidiamo di visitare Izmir e tornare indietro.

All’andata prendiamo il treno che è più lento dell’autobus ma molto economico e porta direttamente in centro, alla stazione di Basmani. Mi accorgo che dopo circa un’ora ferma alla stazione ferroviaria dell’aeroporto, cosa che può essere interessante per qualche gruppo a cui capiterà di partire in giornata, visto il costo irrisorio del trasporto.

Arrivati ad Izmir ci incamminiamo in direzione della piazza principale, Konak Meydani, purtroppo oggi è domenica e non possiamo visitare il bazar perché è tutto chiuso. Prendiamo un battello per vedere la città dal mare ed arriviamo nel quartiere di Karşiyaka, dove pranziamo. Torniamo al punto di partenza e ci incamminiamo seguendo il lungomare verso il quartiere di Alsancak. Izmir è una città moderna e quelli che percorriamo sono quartieri molto eleganti; non ci lasciamo sfuggire l’ Atatürk Evi (museo di Atatürk, ingresso libero) che si trova sulla strada per ammirare, tra l’altro, la sua barca a remi.

Torniamo a Selçuk con il pullman, raggiungiamo l’otogar che si trova lontano dal centro con l’autobus 50; prendiamo il primo che parte ed in poco più di un’ora siamo a destinazione.

 

15o giorno (Lunedì 25): (aereo) Selçuk– Izmir – Istanbul – Atene – Milano

Ci svegliamo prima del canto del muezzin ed arriviamo in aereoporto molto presto; per i voli interni sarebbero sufficienti 30 minuti. I voli sono tutti in orario e dopo una lunga giornata arriviamo a casa.