Tunisia in bici 2009/2010
Dopo la bella esperienza dell'anno scorso anche quest'anno sono tornato in Tunisia percorrendo un nuovo itinerario. Purtroppo per problemi familiari, risoltisi positivamente, sono partito da Roma il 31 mattina ed ho raggiunto Daniela, Marco, Sabrina e Valeria a Zarzis, giusto in tempo per festeggiare il capodanno. Il mio resoconto di viaggio parte quindi dal 1° gennaio. Qui si trova l'itinerario in dettaglio.
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Parto da Roma in aereo, arrivo a Tunisi poco dopo le 11, ritiro lo scatolone con la bici, la monto ed esco dall'aeroporto alle 12,15. Per andare in centro percorro una specie di autostrada a 3/4 corsie molto trafficata. Vado alla "gare des louages", la stazone dei taxi collettivi che si trova non lontano dalla stazione ferroviaria, ne trovo uno che mi porta a Zarzis caricando la bici sul tetto (TDN 25 + 5 per la bici).
Per partire devo aspettare che il minibus sia al completo, lasciamo Tunisi dopo le 15 ed arriviamo a Zarzis alle 22. Con la bici raggiungo i miei amici al ristorante e brindiamo all'anno nuovo.
Dopo un’abbondantissima colazione a buffet, alle 9,15
lasciamo l’albergo e, dopo un’inutile ricerca di una farmacia aperta per
Valeria, finalmente alle 9,45 salutiamo il mare e Zarzis e ci dirigiamo verso
sud-ovest prendendo inizialmente la C118 in direzione di Medenine; la strada da
fare è tanta e sarà purtroppo quasi tutta contro vento.
Dopo pochi km facciamo un’interessante visita ad un frantoio, questa infatti è
una zona di coltivazione degli olivi che crescono praticamente in mezzo alla
sabbia..

Quando
incrociamo la C115 la prendiamo svoltando a sinistra, verso sud.
Poco prima di mezzogiorno la strada passa in mezzo al lago salato Sebkhet el
Melah, non è grande come il Chott el Jerid, percorso lo scorso anno, ma è
sempre suggestivo. Marco non resiste e, abbandonato l’asfalto, ne percorre
un tratto con grande soddisfazione.

La strada prosegue sempre dritta e si perde nell’orizzonte, solo sabbia, sassi e qualche arbusto e sempre vento contrario. Verso le 14 siamo circa a metà strada ed arriviamo all’unica località indicata sulla carta, Naffatiyah, che però non è un paese ma solo un ristorante situato all’incrocio con la strada per la Libia (P1).

Siamo abbastanza provati dal vento e ci fermiamo a mangiare tentati dall’ottima carne alla brace ma anche dal resto, Marco si mangerà due piatti di spaghetti facendo felice il cameriere.

Sabrina anche in mezzo al deserto riesce a trovare un carro attrezzi per farsi portare con Valeria direttamente a Tataouine, risparmiandosi altri 55 km contro vento. Io, Marco e la tenace Daniela ripartiamo poco dopo le 15. Il vento non accenna a calare ed i km passano lenti. Mi arriva un sms di Sabrina che ci comunica il nome dell’albergo e ci avverte che a 29 Km da Tataouine c’è un bar e poi più niente. Alle 17,30 mentre sta facendo buio arriviamo al “bar”, ci riposiamo un po’, prendiamo un te, montiamo le luci e ripartiamo.

Ora siamo sulla strada al buio che attraversa il deserto, sopra di noi una stellata favolosa. Negli ultimi km il vento cala e, nonostante si salga un po’, ci consente di aumentare un po’ l’andatura così arriviamo in albergo alle 20,45 giusto in tempo per andare a cena.
Oggi abbiamo in programma un giro ad anello per visitare gli Ksour (antichi granai fortificati) nei dintorni di Tataouine, per cui la mattina lasciamo i bagagli in albergo e partiamo alle 9,15. Il percorso è collinoso e non più piatto come ieri.

Dopo una discreta salita raggiungiamo Ksar Oued Sultane, forse il più bello ksar della zona, con edifici di ben 4 piani che resistono al tempo proprio perché in questa zona non piove quasi mai.

Ripartiamo alle 12, inizialmente in discesa verso Ksar Ezzahara, anche questo a 4 piani ed ancora parzialmente utilizzato dagli abitanti del villaggio. Visto che sono passate le 13 ed è quindi ora di pranzo facciamo un po’ di spesa e ci mangiamo le nostre baguette in questo posto suggestivo.

Poco dopo
le 15 visitiamo Ksar Jelidat, l’ultimo della giornata e ci avviamo verso
Tataouine; recuperiamo i bagagli in albergo e ripartiamo quasi alle 16,30;
abbiamo ancora una ventina di km da fare, con qualche salita, sappiamo già
che arriveremo al buio anche stasera.
La strada per Chenini con la luce del tramonto è bellissima, si sale su un
altopiano dove tutto si colora di rosso.


Anche
andare a cena sarà un’avventura, il ristorante-grotta si trova alla base
della collina ma per raggiungerlo si scendono tante scale all’interno di
case costruite una sull’altra e collegate fra loro, ovviamente sempre al
buio.
Il cielo stellato… che ve lo dico a fare!
Domenica 3 gennaio: Chenini – Guermessa – Ksar Hadada - Zammour [Km 66 m 780]
Appena
svegliati ci rendiamo conto della bellezza del posto, sembra di stare in un
presepe: Chenini è un paese berbero di montagna, ormai abbandonato anche se
qualche famiglia ancora ci vive, le costruzioni sono tutte in pietra e sono
dislocate lungo una ripida collina.

La mattina è abbastanza fredda, andiamo a fare colazione al ristorante, rifacendo le scale ma questa volta con la luce; poi facciamo un giro per il paese accompagnati da un ragazzo del posto.

Alle 11 ci muoviamo in bici, passiamo prima per la moschea dei 7 dormienti e poi puntiamo verso Guermessa percorrendo una breve pista.

Poco prima del paese incontriamo una coppia di cicloturisti svizzeri con cui ci scambiamo informazioni. Poi raggiungiamo Ghomrassen sulla strada principale (C207), è già ora di pranzo ma siamo vicini a Ksar Hadadda, famoso per essere stato utilizzato come set di Guerre Stellari – la minaccia fantasma, e decidiamo di sostare lì per pranzare con le nostre solite baguette.



Lunedì 4 gennaio: Zammour – Ksar Hallouf - Toujane – Matmata Nouvelle [Km 77 m 675] - louage per Gabes
Partiamo dopo colazione alle 9,15, dopo pochi km raggiungiamo Ksar Hallouf da dove la strada comincia a scendere, il paesaggio è bellissimo.

A Beharia abbandoniamo la strada principale (C114) che prosegue per Medenine e giriamo a sinistra continuando in piano fino a Helg Jimel; facciamo una breve sosta per uno spuntino e ripartiamo alle 12,30 prendendo la strada per Matmata (C104) che comincia subito a salire per diversi km; su questa strada è passata qualche corsa ciclistica, infatti al valico è segnalato il GPM.

Alle 13,45 arriviamo a Toujane, uno splendido villaggio in pietra semi abbandonato, situato in un canyon molto scenografico, infatti è molto visitato dai turisti e gli abitanti si sono organizzati per fornire vitto e alloggio.

Ovviamente non ci facciamo sfuggire un ottimo cuscus.

Dopo
esserci ben riposati e rifocillati riprendiamo la strada alle 15,15 girando
a destra verso Tounine; la strada costeggia il canyon ed offre degli scorci
fantastici.

Alle 16,40 dopo un’altra salita, arriviamo a Beni Zelten da dove la strada comincia definitivamente a scendere.

Dopo aver assistito ad un tramonto spettacolare, montiamo
le luci e facciamo gli ultimi km fino a Matmata Nouvelle dove arriviamo alle
18; mancano 25 km per Gabes e decidiamo di farli comodamente con un louage,
anzi due altrimenti non entriamo (TDN 30 in tutto).
A Gabes prendiamo una stanza in albergo per lavarci e
cambiarci, poi andiamo alla stazione per comprare i biglietti del treno
notturno (TDN 23,5 per persona in 1a classe) per Tunisi ed andiamo a cena.
Il trasporto della bici dovremo pagarlo a Tunisi, una volta arrivati.
Arriviamo a Tunisi poco prima delle 6, per poter scaricare le bici dal bagagliaio occorre avere la ricevuta del pagamento; vado in cerca del responsabile e lo attendo nel suo ufficio, dedicato alla spedizione di pacchi, in pratica un ufficio postale. Paghiamo TDN 9 per bici e lasciamo la stazione, andiamo subito a fare colazione in un moderno bar di avenue Bourghiba che ci costa quanto una cena, poi seguendo Sabrina ci rechiamo alla vicina ambasciata italiana dove lei smuove le sue conoscenze, infatti riesce a convincere un poliziotto in servizio lì davanti a custodirci le biciclette per poter andare a fare un giro nella medina.

Nel nostro giro non manchiamo di salire sulla terrazza di una bel palazzo, ora negozio di tappeti, da cui si gode una bella vista della città e delle moschee della medina, ognuna di architettura diversa.


La nave riparte alle 2, mentre noi stiamo dormendo.
Arriviamo a Civitavecchia nel primo pomeriggio, in attesa del treno ci mangiamo un kebab.